Si mangia per vivere, non si vive per mangiare

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domenica 8 gennaio 2017

Quanti modi di fare e rifare: Le orecchiette con cime di rapa


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E’ iniziato un nuovo anno, e con esso parte una nuova fase dell’iniziativa della Cuochina con questa ricetta regionale bellissima, gustosissima, che in realtà avevo già presentato anni fa qui ed alla quale ho apportato pochissime varianti.
Prima di iniziare sento doveroso fare un augurio a chiunque passi di qui… quello di un anno felice come lo è stato per me il 2016, quello di saper cogliere in ogni piccola e grande cosa la bellezza della vita e di ciò che ci circonda. Ogni giornata, anche la peggiore, sa regalarci qualcosa di bello. Auguro a tutti di vederlo, sempre.
Passiamo alla ricetta… viene dalla Puglia e l’ho conosciuta grazie ad un’amica la cui mamma cucinava spesso questo piatto. Una gioia per gli occhi e per l’olfatto oltre che per le papille gustative, una poesia ritrovata oggi grazie a Quanti Modi di Fare e Rifare: le orecchiette con cime di rapa, fatte a mano come tradizione vuole.
Beh io come al solito ho dovuto combattere con le mie farine. Ma che dire, non mi divertirei se fosse tutto troppo semplice. E tanto per complicarmi la vita ho voluto provare una farina mai usata, fiduciosa nella marca Nutrifree e nel fatto che sia nata appositamente per la pasta fresca. Nella mia incertezza tuttavia  ho fatto due impasti, il primo con la farina per pasta fresca Nutrifree, il secondo con le farine già usate in precedenza per questa ricetta. Risultati eccellenti con entrambe.
Primo impasto
Ingredienti: 200 gr di farina Nutrifree per pasta fresca, 120 gr di acqua, un pizzico abbondante di sale
Procedimento: Lavorare insieme farine ed acqua, versando quest'ultima un po' alla volta perché si sa, le farine a volte ne prendono di piu', a volte meno. La Nutrifree ne prende di più, e dai 120 iniziali credo di essere arrivata almeno a 150 prima di ottenere un bel panetto liscio e compatto che ho fatto riposare a temperatura ambiente, coperto, per una ventina di minuti.

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Stendere dei pezzi di impasto, allungando a cordoncino spesso poco meno di un centimetro. e, con l'aiuto di un coltello, tagliare un tocchetto di 1cm circa.
A questo punto la ricetta originale vorrebbe che il tocchetto, una volta tagliato, venisse “trascinato” con il coltello, per poi rigirarlo sul pollice per ricavarne un cappuccio dalle sembianze di un orecchio. Questo procedimento l’ho seguito solo in parte, visto che gli impasti senza glutine mancano di elasticità. Con questo primo impasto ho deciso di seguire lo stesso metodo usato anni fa: ho fatto di ogni tocchetto, passandolo velocemente tra i palmi delle mani, una piccola sfera che ho poi schiacciato delicatamente ed avvolto sul beccuccio a stella del sac-à-poche, sollevando leggermente il bordo per dare all’orecchietta la tipica forma. Devo dire che la pasta ha retto bene, senza mai rompersi, e nell’insieme le mie orecchiette somigliavano parecchio a quelle glutinose.

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Come già detto l’idea non è mia, l’ho presa qui e continuo a trovarla fantastica.

Secondo impasto:
Ingredienti: 100 gr di farina Biaglut sacchetto da 1 kg, 100 gr di Mix per pane Schar, 120 gr circa di acqua, un pizzico di sale.
Procedimento: Lavorare insieme farine ed acqua, versando quest'ultima un po' alla volta fino ad ottenere un bel panetto liscio e compatto. Farlo riposare a temperatura ambiente, coperto, per una ventina di minuti.
Questo secondo impasto mi è sembrato  leggermente più elastico dell’altro, così ho provato a procedere in modo più tradizionale. Ho fatto gli spaghettoni, li ho tagliati a tocchetti, li ho arrotondati tra i palmi, poi li ho “trascinati” non con il coltello ma con il pollice e non sulla spianatoia ma su una superficie liscia, un piattino per la precisione.


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E prima di adagiare la pasta sul vassoio ho continuato a seguire la tradizione appoggiando una alla volta le orecchiette sul pollice dandogli con l’indice la forma tipica:

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Ingredienti per il condimento di cime di rapa: per i due impasti (400 gr di farina in tutto, per un risultato sufficiente per 5-6 persone) ho usato un chilo e mezzo di cime di rapa, sei acciughe sotto sale, tre spicchi d’aglio, tre peperoncini secchi.
Procedimento:
Pulire le cime di rapa scartando le foglie dure e secche, facendo attenzione a non rovinare le cime. Metterle nell'acqua e lasciarle 20~30 minuti per farle ravvivare. Pulire le acciughe salate, eliminando il sale, le lische e la pelle esterna, spezzettarle e farle sciogliere in una padella con l'olio, il peperoncino spezzettato e l'aglio sbucciato e tagliato a piccoli pezzi.
      Nel frattempo, cuocere in acqua bollente non salata le cime di rapa, devono diventare tenerissime, estrarle con il ramaiolo e tenerle da parte. Prima di cuocere le orecchiette, ho saltato tutta la quantità di cime di rapa nella padella del condimento, poi ho diviso il tutto più o meno in due visto che volevo gustare separatamente i due impasti. 
Ho tenuto da parte anche l’acqua di cottura delle cime di rapa, cosa che non avevo fatto anni fa. Vi ho aggiunto il sale e vi ho cotto le prime orecchiette (farina Nutrifree), che sono venute a galla in meno di un minuto, e che ho fatte insaporire in padella con le cime di rapa. Stessa cosa per il secondo impasto. In entrambi i casi ho aggiunto pochissima acqua di cottura.

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Queste sono le orecchiette fatte con la farina Nutrifree e con l’ausilio del beccuccio del sac-à-poche. Deliziose, compatte, sode, hanno tenuto in modo eccellente la cottura e l’insaporimento in padella.

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E queste sono quelle fatte con Biaglut e Schar, con metodo più tradizionale. Stessa eccellente tenuta, sapore e consistenza leggermente diversi ma come le altre semplicemente deliziose.

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Insomma le ho trovate entrambe perfette, sia quelle fatte con la Nutrifree che quelle fatte con Biaglut e Schar. Non saprei consigliare l’una o l’altra, è solo questione di palato. Di sicuro anche stavolta mi sono ….

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….leccata i baffi!!!

P.S. Tengo a precisare che non collaboro con nessuna delle ditte che nomino nel mio blog… ho sempre rifiutato ogni offerta di collaborazione, perché voglio sentirmi libera di usare per le mie ricette i prodotti che mi ispirano e non quelli che mi vengono regalati. Questo per dire che se mi entusiasmo per i risultati di una farina o di un’altra, è solo perché a mio parere è buona.


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Prossimo mese, seconda domenica come sempre, faremo un’altra ricetta che amo. A Napoli li chiamano struffoli, si fanno a Natale e in casa mia si fanno un po’ più piccoli, in Umbria ed Abruzzo vengono presentati come una coroncina colorata e formano un dolce di carnevale chiamato Cicerchiata…. so che mi lecco i baffi solo al pensiero, quindi vi dò appuntamento al prossimo mese con questa magnifica ricetta regionale che faremo tutte insieme alla Cuochina!!!





domenica 11 dicembre 2016

Quanti modi di fare e rifare: i biscotti allo zenzero di Vittoria


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Ed eccomi al mio “quasi” consueto appuntamento mensile con Quanti modi di fare e rifare… dico quasi perché ogni tanto devo saltare, presa da mille impegni di lavoro e non, ed ogni volta mi dispiace soprattutto perché mi perdo ricette fantastiche.  Per fortuna non mi sono persa questa di Vittoria! La mia cucina stasera profuma di biscotti e cannella, ed il gusto di questi biscotti non hanno deluso le aspettative date dal profumo!
Trasformare in senza glutine una ricetta che il glutine invece lo contiene non è sempre facile. Qualche volta ho avuto grandi difficoltà e mi sono ritrovata a fare e rifare tutto più volte per avere un risultato che mi soddisfacesse. Stavolta ho come al solito iniziato a lavorare con la paura di dover ricominciare con altre farine, invece il risultato mi è piaciuto moltissimo!
Ecco come ho modificato la ricetta di Vittoria:
Ingredienti: 
  • 100 di Mix It Schar, 120 di Biaglut per pane e paste lievitate, 60 di fecola di patate consentita e 20 di amido di mais consentito, per un totale di 300 gr di farine senza glutine
  • un cucchiaino e mezzo di zenzero in polvere
  • un cucchiaino e mezzo di cannella in polvere
  • una bustina di vanillina consentita
  • 1/2 bustina di lievito in polvere consentito
  • un pizzico di sale
  • 30 gr di zucchero semolato
  • 30 gr di zucchero di canna
  • 80 gr di miele millefiori
  • 90 gr di burro
  • un uovo piccolo

Per il procedimento ho seguito passo passo le istruzioni di Vittoria:
Mescolare con cura le farine, lo zenzero, la cannella, la vanillina ed il sale. Lavorare a parte il burro ammorbidito ed i due tipi di zucchero, unire uovo e miele ed  amalgamare bene il tutto. Unire la farina e le polveri al composto di burro e miele lavorando fino ad ottenere un impasto morbido e compatto. Formare una palla e mettere in frigo per almeno cinque ore.
Il mio impasto era veramente morbidissimo, ma ho confidato nel fatto che si sarebbe rassodato durante il riposo in frigo e così è stato.
Preriscaldare il forno a 180°C con una piccola ciotola d’acqua all’interno per formare umidità, togliere l’impasto dal frigo e prenderne una parte rimettendo il resto al freddo. Stendere l’impasto (ho usato un po’ di farina per aiutarmi) ad uno spessore di circa 5 mm, ritagliare con le formine, adagiare i biscotti sulla placca ricoperta da carta forno ed infornare, dopo aver tolto la ciotolina d’acqua, per 8 minuti esatti controllando la cottura a 5 minuti ed invertendo se necessario le teglie.
Il risultato: un biscotto friabile, speziato e profumato, che si scioglie letteralmente in bocca e lascia un sapore delizioso.
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Mi sono divertita a decorarli con glassa di zucchero fatta con pochissimo bianco d’uovo e tanto zucchero a velo, e con cioccolato fondente sciolto con pochissimo latte. La decorazione non ha cambiato il sapore essendo molto sottile, ma li ha resi bellissimi, vero?
Insomma anche stavolta con Quanti modi di fare e rifare ci siamo…
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… leccati i baffi!!!

Nel 2017 le ricette che condivideremo saranno quelle regionali italiane elaborate dalla Cuochina e prese da alcuni siti web oltre che dal libro “le Ricette Regionali Italiane” edito da Solares.
A gennaio, si parte alla grande con questa ricetta della nostra fantastica Cuochina…

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Vi dò quindi appuntamento il prossimo mese (sempre la seconda domenica).
Auguro un felice Natale e soprattutto un anno nuovo sereno a chiunque passerà di qui

domenica 13 novembre 2016

Quanti modi di fare e rifare: Gli Amaretti di Nicola

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Sono passati ben cinque mesi dall’ultimo post scritto su questo blog, cinque mesi intensi, pieni di avvenimenti che non sto a raccontare ma che mi hanno costretta a mettere da parte tanto la cucina quanto le fotografie e le condivisioni. E così come l’ultimo post era di partecipazione alla bella iniziativa di Anna e Ornella, è con la stessa partecipazione che riparto (non so se in quarta ma riparto!!!) con questa buona e (quasi) semplice ricetta. Dico quasi per un solo motivo: la difficoltà che ho trovato nel reperire le mandorle amare. Ma valeva la pena di cercarle!!!
Proprio per il fatto che ho trovato solo una quantità ridottissima di mandorle amare (una volta tolta la pellicina erano 30 gr scarsi) ho deciso di fare due impasti, il primo da 250 gr comprensivi di mandorle amare, il secondo di sole mandorle dolci ma con l’aggiunta di cacao amaro.
Ingredienti impasto 1: 225 gr di mandorle dolci, 25 gr di mandorle amare, 250 gr di zucchero, 45 gr di albume.
Ingredienti impasto 2: 250 gr di mandorle dolci, 250 gr di zucchero, 4-5 cucchiai di cacao amaro consentito, 50 gr di albume.
Procedimento:
Eliminare la pellicina dalle mandorle sia dolci che amare, immergendole per alcuni minuti in acqua calda ma non bollente (circa 80~90 °C).
Per passare alla macinatura bisogna farle asciugare e raffreddare altrimenti producono olio. Io come consigliato da Nicola le ho asciugate in forno riscaldato a 80 °C per alcuni minuti, girandole di tanto in tanto (non devono prendere colore). Quando si sente al tatto che sono asciutte, sfornarle e attendere che si siano raffreddate.
Mettere nel frullatore lo zucchero e frullarlo sino a renderlo al velo, poi versarlo in una ciotola che possa contenere anche le mandorle.
Frullare le mandorle (impasto 1, dolci ed amare, impasto 2 solo dolci) sino a renderle in polvere. Se, per la presenza dell'olio fuoriuscito dalle mandorle, queste si raggruppano in grumi, aiutarsi con qualche cucchiaio di zucchero al velo precedentemente preparato, mettendolo nel frullatore insieme alle mandorle (a dire il vero a me non è successo).
Impasto 1:
Dopo aver frullato le mandorle, unire queste allo zucchero, aggiungere gli albumi ed impastare con le mani.
Impasto 2:
Dopo aver frullato le mandorle, unire queste allo zucchero ed al cacao, aggiungere gli albumi ed impastare con le mani. 

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Alla fine dare ai biscotti la forma e le dimensioni di una polpetta di circa 3 cm di diametro, disporle su un vassoio da forno rivestito di carta-forno (non schiacciare le polpette perché si abbasseranno da sole durante la cottura) Cuocere in forno già caldo a 140 °C per 15~20 minuti, regolandosi dalla colorazione superficiale.


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Non mi sono venuti belli come quelli di Nicola, ma buoni sì, buonissimi!!! Gustosi, morbidi dentro e leggermente croccanti fuori, amari al punto giusto (sarebbero stati troppo dolci senza le mandorle amare), oserei dire deliziosi. E poi… senza glutine del tutto naturalmente, una gioia per me!

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… L’idea del cacao, ben lontana dalla tradizione siciliana, ha dato un sapore diverso ma comunque leggermente amaro e molto molto goloso a questi biscottini

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Ebbene sì, sono piaciuti  moltomolto anche al mio buffo riccetto!

Splendida ricetta, facile e gustosa, perfetta per riprendere in mano questo blog… 

Sì, anche questa come tutte le altre di Quanti modi di fare e rifare è una ricetta da….

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… leccarsi i baffi!!!

Prossimo appuntamento, in vista del Natale, questa ricetta di Vittoria del blog “Semplice semplice”.

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Data di pubblicazione, domenica 11 dicembre 2016

domenica 12 giugno 2016

Quanti modi di fare e rifare: Pane e panelle di Silvia



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Prima di iniziare a parlarvi di questa meravigliosa ricetta, devo fare un ringraziamento sentitissimo a quattro splendide ragazze… per il loro generosissimo gesto, per la loro bravura, per questo portatorta semplicemente delizioso e personalissimo inviatomi a casa:
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Che dire… non sono cose che succedono tutti i giorni. Ma forse succedono ad un gruppo come quello di Quanti Modi di Fare e Rifare, un gruppo bellissimo nella sua eterogeneità, unito solo dal piacere di stare ai fornelli. Che dire ragazze…. non ho fatto niente per meritarlo, e riceverlo mi ha reso felice come una bambina a Natale Smile

E parliamo di pane e panelle, la ricetta che Silvia definisce lo Street Food siciliano. Non le avevo mai mangiate pur avendo visitato più volte la Sicilia… e come avrei potuto? Non mi sarei fidata neanche delle panelle da sole, visto il rischio altissimo di contaminazione da glutine. Quindi non ho metri di paragone… ma stando a come sette panini sono spariti in un battibaleno da tavola, direi che mi sono venuti spettacolari. Un grazie di cuore quindi a Silvia per la ricetta, e come sempre alle Cuochine Anna ed Ornella per questa iniziativa che mi motiva almeno una volta al mese a scrivere sul mio blog ed a sperimentare nuovi piatti. 

Questo mese la sfida mi pareva ardua… non ho mai fatto malgrado i tanti anni di esperienza con le farine gluten-free dei panini di questo tipo, e non avendo assolutamente tempo di sperimentare mi sono rivolta con fiducia massima ad uno dei miei blog preferiti, La Gaia Celiaca. Una garanzia… oggi, una conferma.
Ho portato poche variazioni alla sua ricetta, più che altro perché non avevo tutte le farine da lei usate né lo strutto né lo sciroppo di glucosio.

Ingredienti per i panini morbidi:
140 gr di farina Coop senza glutine
60 gr di farina Molino Della Giovanna
50 gr di farina Glutafin Select
5 gr di lievito secco
1/2 cucchiaino di zucchero di canna
20 gr di zucchero bianco
125 ml di acqua
50 ml di latte + qb per spennellare
35 gr di burro
un grosso pizzico di sale
Semini di sesamo

Procedimento:
Fare il lievitino: sciogliere il lievito in 70 gr di acqua tiepida con lo zucchero di canna, impastare con 75 gr del mix di farine e mettere a lievitare fino al raddoppio. L’ho messo in forno spento, con la sola lampadina accesa, ed ha fatto molto presto.
Mescolare bene farine, sale, zucchero, l’acqua restante, il latte ed il burro bello morbido. Impastare, poi incorporare il lievitino un cucchiaio alla volta. Si otterrà un impasto sodo ma non lavorabile con le mani. Lasciarlo lievitare nel forno spento fino al raddoppio.
Una volta ben lievitato e gonfio versare il tutto sulla spianatoia, sgonfiare, lavorare con le mani aggiungendo il minimo indispensabile di farina fino ad ottenere un bel panetto morbido. Comporre un rotolo, dividerlo in pezzi da circa 65 gr e fare delle belle palline lisce da appoggiare sulla teglia del forno e rimettere a lievitare. Io ho ottenuto sette palline.

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Dopo poco più di un’ora si erano un po’ adagiate ma avevano lievitato alla grande.

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A questo punto accendere il forno statico a 200°C e mentre scalda spennellare i panini con il latte e cospargerli di semini di sesamo.

Cuocere nella parte bassa del forno per una decina di  minuti poi alzare la teglia e finire la cottura per altri 7-8 minuti.

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Farli raffreddare bene prima di aprirli… erano meravigliosamente morbidi!!!


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Ingredienti per le panelle:
125 gr di farina di ceci garantita senza glutine
375 ml di acqua
3 gr di sale
prezzemolo tritato
pepe qb
olio di semi qb

Procedimento:
Ho seguito passo passo il procedimento scritto da Silvia sul suo blog escluso una variazione: ho fatto cuocere l'impasto meno a lungo di quanto consiglia lei, poi l'ho spalmato sulla teglia del forno e l'ho fatto asciugare in forno a temperatura bassa. Poi l'ho fatto raffreddare bene ed è stato semplicissimo tagliarlo e staccarlo. Inoltre, dopo aver mescolato bene la farina setacciata e l'acqua, le ho fatte riposare un paio d'ore.

“Mettere in una pentola l’acqua fredda, setacciare dentro la farina di ceci, girate energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi (per questo motivo è importante che l'acqua sia ben fredda) e accendete il fuoco a fiamma media (altrimenti il composto si attaccherà). Aggiungere il sale e il pepe e mescolate continuamente. Quando il composto inizierà ad addensarsi e a bollire, cuocere ancora per 10-12 minuti. Girare sempre energicamente per non creare grumi: se dovessero formarsi eliminateli passando il composto con un frullatore ad immersione. A fine cottura, aggiungere il prezzemolo e tenete il composto a caldo, coprendolo con un foglio di pellicola per alimenti. Spalmare velocemente, il composto deve essere caldo, su una teglia da forno, livellandolo fino a uno spessore di 2-3 mm circa.
Lasciare asciugare, fino a quando riuscirete a staccarli senza romperli, tagliare dei quadrati: occorreranno circa 30 minuti. Mettere a scaldare l’olio e friggete i quadrati di panelle per pochi minuti, fino a doratura su entrambi i lati. Far scolare le panelle su di un foglio di carta assorbente.”
 

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Io ho cosparso con un altro po’ di sale e pepe le panelle, con le quali ho poi farcito i panini.

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…. buoni buoni buoni!!!

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Questa ricetta la farò e rifarò sicuramente un sacco di volte. Immagino questi panini deliziosi anche con burro e prosciutto crudo o salame… di sicuro oggi ci siamo tutti…..


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…… leccati i baffi!!!


Prossimo appuntamento con Quanti Modi di Fare e Rifare la seconda domenica di Luglio con lo scarpazzoun (ovvero erbazzone) di Daniela del blog “Ristorante Dai Nonni”. Una nuova sfida per le farine gf!

7- Daniela Scarpazzoun

domenica 8 maggio 2016

Quanti modi di fare e rifare: i passatelli emiliani di Susanna


Questo mese siamo tutte ospiti della cucina di Susanna, che ci insegna a preparare i suoi gustosissimi passatelli emiliani. Confesso di non averli mai mangiati, e di aver usato come cavia il mio compagno che invece li ha potuti assaggiare spesso nei ristoranti emiliani, ed ha quindi potuto aiutarmi a capire quale fosse la consistenza giusta da ottenere. Sono andata per tentativi, cuocendo man mano che aggiustavo il tiro una cucchiaiata di impasto, finché non mi sono sentita dire: wow, adesso sono perfetti. E mi sono avvalsa anche della sua bravura nel preparare un  gustosissimo brodo, che anche stavolta ha deliziato i commensali.

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Ho dovuto fare qualche aggiustamento alla ricetta per renderla glutenfree.

Ingredienti:

Per i passatelli:
  • 200 g di Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi
  • 200 g di pane raffermo di due o tre giorni senza crosta (ho usato del pane senza glutine fatto in casa quasi secco) 
  • 4 uova preferibilmente da allevamento all'aperto
  • noce moscata q.b.
  • un cucchiaio abbondante di fecola di patate consentita
Per il brodo di Cappone carni miste:
  • Un pezzo di lingua, uno di biancostato ed uno di muscolo
  • 3 carote
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla
  • 4 chiodi di garofano
  • 4 grani di pepe nero
  • sale marino integrale
  • 2,5 litri di acqua
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Procedimento:
  1. Preparare il brodo mettendo in una pentola capiente il cappone le carni, le carote e il sedano mondati e lavati, la cipolla pelata, i chiodi di garofano e i grani di pepe, versare sopra l'acqua fredda ed accendere il fuoco. Raggiunto il bollore abbassare il fuoco al minimo e proseguire la cottura per almeno 2 ore, schiumando il brodo quando necessario
  2. A cottura ultimata prelevare il cappone le carni e le verdure, filtrare il brodo in un colino ricoperto con garze sterili, regolare di sale e tenere da parte
  3. Grattugiare molto finemente sia il Parmigiano Reggiano che il pane raffermo e passarli al setaccio, versarli in una ciotola e mescolarli
  4. In una terrina sbattere le uova con la forchetta e aggiungere una generosa grattata di noce moscata
  5. Versare le uova sul pangrattato e sul parmigiano e mescolare inizialmente con una forchetta, poi impastare brevemente con le mani, per compattare il composto, se dovesse risultare troppo umido aggiungere un pò di pane. Coprire con un canovaccio e lasciar riposare per un'ora. Ho preferito aggiungere della fecola di patate perché alla prima prova i passatelli risultavano troppo morbidi e tendevano a distruggersi durante l’ebollizione del brodo.
  6. Prelevare delle porzioni di impasto e schiacciarle con l'apposito attrezzo o in alternativa in uno schiaccia patate a fori larghi, facendo cadere i passatelli su un vassoio ricoperto di carta da forno, cercando di distribuirli in modo uniforme e di non ammassarli per non farli attaccare tra di loro (in alternativa è possibile schiacciare i passatelli direttamente nel brodo in leggera ebollizione)
  7. Cuocere i passatelli nel brodo in leggera ebollizione (evitare di far bollire il brodo troppo forte, altrimenti i passatelli si romperanno) per due minuti, quindi spegnere il fuoco e lasciar riposare per 5 minuti con il coperchio. Servire in tavola, spolverizzando a piacere con altro Parmigiano Reggiano grattugiato.

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I miei ospiti hanno aggiunto del parmigiano al brodo, io li ho graditi senza, essendo già molto gustosi così.
Un piatto nuovo in casa mia, oltretutto perfetto per la serata piovosissima e fredda in cui li ho presentati.

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Per accompagnare la carne ho fatto una buona salsa verde con una ricetta più volte sperimentata.

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Ingredienti:

30 grammi di foglie di prezzemolo
10 filetti di acciughe
uno spicchio d’aglio piccolo
1 cucchiaio di capperi sotto sale ben lavati
80 gr circa di patate lesse (2 patate piccole pesate già cotte)
1 tuorlo d'uovo sodo
olio extravergine di oliva q.b.

Procedimento:


Lavare ed asciugare bene il prezzemolo, tritarlo finemente, aggiungervi i filetti di acciuga, i capperi, l’aglio, le patate tagliate a pezzi, il tuorlo sodo e frullare il tutto finemente. Al termine aggiungere l’olio piano piano fino ad ottenere una crema morbida ma non liquida col quale accompagnare il bollito tagliato a fettine sottili.
La serata era davvero delle peggiori, con pioggia battente, riscaldamenti accesi, fulmini e tuoni, il tutto sufficiente a sentirci un po’ tristi. Passatelli e bollito con salsa verde hanno decisamente raddrizzato serata ed umore, e  come sempre le ricette di Quanti Modi di Fare e Rifare ci hanno fatto….



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… leccare i baffi!!!



6- Silvia  Pane e panelle


Il prossimo appuntamento, speriamo meno freddo e piovoso, ci vedrà tutte all’opera per fare Pane e panelle nella cucina di Silvia del blog “Acqua e farina – Sississima”…. so già che mi darà filo da torcere, ma queste sfide mi motivano molto!!! Non mancate Winking smile